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	<title>Work in Progress - Accademia di Belle Arti di L&#039;Aquila &#187; ricostruzione</title>
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	<description>Sezione progetti dell&#039;Accademia di Belle Arti di L&#039;Aquila</description>
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		<title>Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie – 20 maggio 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 01:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[In data 20 maggio presso l&#8217;Accademia di Belle Arti, si è svolta la Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie; nella stessa giornata erano presenti i componenti della VII Commissione per raccogliere proposte e pareri da riferire nelle sedi competenti. Per comodità abbiamo diviso il file in due sezioni. Prima parte Seconda parte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In data 20 maggio presso l&#8217;Accademia di Belle Arti, si è svolta la Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie; nella stessa giornata erano presenti i componenti della VII Commissione per raccogliere proposte e pareri da riferire nelle sedi competenti.</p>
<p>Per comodità abbiamo diviso il file in due sezioni.</p>
<p><span id="more-80"></span><br />
Prima parte<br />
<img src="http://www.accademiabellearti.laquila.it/progetti/wp-content/plugins/flash-video-player/default_video_player.gif" /></p>
<p>Seconda parte</p>
<p><img src="http://www.accademiabellearti.laquila.it/progetti/wp-content/plugins/flash-video-player/default_video_player.gif" /></p>
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		<title>Arte sotto le tende</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 14:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica dell'arte]]></category>
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		<description><![CDATA[“Un bambino creativo è un bambino felice…” Bruno Munari L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila ha avuto la fortuna di poter riaprire immediatamente dopo il disastro del 6 aprile. Abbiamo ripreso le lezioni con la volontà di creare le condizioni necessarie per la conclusione più indolore dell’anno accademico. Docenti e allievi hanno concordato una didattica corrispondente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: right;">“Un bambino creativo è un bambino felice…”<br />
Bruno Munari</p>
<p style="text-align: left;">L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila ha avuto la fortuna di poter <strong>riaprire immediatamente dopo il disastro del 6 aprile</strong>.<br />
Abbiamo<strong> ripreso le lezioni </strong>con la volontà di creare le condizioni necessarie per la conclusione più indolore dell’anno accademico.<br />
Docenti e allievi hanno concordato una didattica corrispondente alla nuova situazione e in modo particolare finalizzata alla <strong>RICOSTRUZIONE</strong> non solo fisica.<span id="more-8"></span>In particolare, per gli allievi della COBASLID (Corsi di formazione per docenti di materie artistiche) si è pensato di realizzare il Progetto: <strong>ARTE SOTTO LE TENDE</strong> che prevede <strong>laboratori creativi nelle tendopoli per bambini</strong> dalla scuola materna alla scuola media, con la possibilità in futuro di estenderli anche agli adulti.<br />
L’esperienza sarà valutata ai fini degli esami e delle tesi di laurea.<br />
Il progetto è coordinato e diretto dalla Professoressa Lea Contestabile, docente di Didattica dell’arte, che negli anni ha acquisito credibilità sul territorio dimostrando competenza e professionalità nel campo della didattica dell’arte.<br />
Il progetto si avvale del contributo organizzativo del MUBAQ- MUSEO DEI BAMBINI L’AQUILA, Associazione culturale non a scopo di lucro, nata all’interno dell’Accademia di Belle Arti, costituita da docenti e allievi della nostra Istituzione.</p>
<p>Nel primo momento di emergenza ci siamo attivati immediatamente con laboratori nelle tendopoli spostandoci autonomamente<br />
E’ nostra intenzione continuare a muoverci per lavorare con un numero elevato di bambini ma vorremmo anche realizzare uno spazio con una piccola postazione di lettura ( tenda o casetta di legno) in cui depositare il materiale. Il luogo della creatività è pensato per i bambini ma sarà messo a disposizione anche degli adulti che volessero trascorrere momenti per <strong>esprimersi e socializzare</strong> diventando così punto di riferimento e di raccordo tra generazioni in nome dell’arte e della cultura.<br />
La <strong>tendopoli</strong> in cui realizzare il luogo di <strong>ARTE SOTTO LE TENDE </strong>è quella di<strong> Pianola</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.accademiabellearti.laquila.it/progetti/wp-content/uploads/2009/05/arte-sotto-le-tende-a.pdf" target="_blank">scarica la relazione finale in formato pdf</a></p>
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		<title>La città che voleva volare</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 14:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ho vista dal finestrino di un camper, la città che voleva volare. L’ho sentita e  vista tremare, nella notte. I lampioni che si muovevano, in una danza macabra. L’atmosfera rossastra, infernale. Una polvere sottile ed alta impediva persino di capire cosa non c’era più. Mutato improvvisamente  il profilo , mancavano dei campanili , c’erano dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: left;">L’ho vista dal finestrino di un camper, la città che voleva volare. L’ho sentita e  vista tremare, nella notte. I lampioni che si muovevano, in una danza macabra. L’atmosfera rossastra, infernale. Una polvere sottile ed alta impediva persino di capire cosa non c’era più. Mutato improvvisamente  il profilo , mancavano dei campanili , c’erano dei vuoti ma la notte oscura proteggeva  cullando  la paura. che cresceva e montava come un mal di mare,  il terreno all’improvviso diventato liquido. La paura per i cari, per gli altri, per tutto. <span id="more-3"></span>Una sensazione di perdita dell’equilibrio,  qualcosa di atavico che scatta: contemporaneamente i sensi tutti all’erta e un ottundimento. Con la prima luce dell’alba, l’evidenza del disastro, la colonna sonora delle ambulanze, degli elicotteri , delle sirene, la ricerca spasmodica dei familiari, degli amici.</p>
<p style="text-align: left;">L’aquila, un’aquila con le ali spalancate, la città sopra la collina. Voglio pensarla così, la mia città. Una città sospesa. C’erano, fino a qualche anno fa due aquile in gabbia, dentro una specie di piccola grotta, sulla strada del vecchio ospedale civile. Tutti gli aquilani le ricorderanno. Metafora  e simbolo della città.  Perché questa città , invece deve “restare a terra”, ingabbiata , ferita, ma qui , su questa collina dalla quale ha tentato altre volte di prendere il volo. Non la lasceremo volare. Le cureremo le ali spezzate, le zampe ferite ma solo a patto che resti dov’è prigioniera dei nostri sogni e delle nostre paure, e che la sua gabbia diventi la nostra salvezza. La città sospesa, non la città fantasma. Certo molte vite  perdute, certo le strade tutte vuote, certo le macerie. I sogni custoditi dalle case  anch’esse in frantumi e sbriciolate. I palazzi lesionati e sventrati.</p>
<p style="text-align: left;">E’ stata una via crucis di ricordi, mentre camminavamo in fila indiana in Via Garibaldi, al centro della strada vuota .  e con gli elmetti sulla testa; un pellegrinaggio silenzioso i vigili del fuoco – ragazzi e uomini rudi e gentili, a farci compagnia e a guidarci come si fa con i piccoli scolari a cui si vuole bene , discreti, attenti, vigili; perché  saremmo rimasti ore dentro le case a prendere l’utile e l’inutile, con il rischio di mettere a repentaglio la nostra vita e la loro. Voglio ringraziare Raffaele, un vigile di Pisa. Non so altro di lui. Ma la sua stretta di mano e la reciproca commozione mi basterà per molto. Uno per tutti quelli che in questi giorni ci hanno aiutato, sorretto, capito, ascoltato. Perché in questi momenti si diventa davvero un “ ci” un noi; la mia gente aquilana, fiera e caparbia, che cela le emozioni, nasconde le lacrime e si sottrae alle telecamere, nasconde il dolore o  lo comunica con poche parole.  Tutte le persone che abbiamo incontrato; poche parole, una stretta di mano, la lista dei lutti, la casa, “ tutto bene e adesso dove vai… ?”</p>
<p style="text-align: left;">Tra le tante,  due immagini conservo : una ciabatta impolverata, una sola che qualcuno aveva pietosamente messa  su un muretto e un gatto macilento a cui abbiamo dato dell’acqua.  Ci sarà tempo per i ricordi e per elaborare tutto questo. Non è ancora il momento. Quella ciabatta sapeva di casa e di fuga. Anche lei spaiata e disorientata, anche lei in cerca dell’altra di sé. Manca tutta una parte della mia identità: le cose, gli odori, i rumori e i suoni, le piccole abitudini quotidiane, le certezze. Ma se i simboli hanno un senso, L’Aquila deve restare così com’è nel gonfalone della nostra città. Ferma, con le ali spalancate sulla collina. Incatenata a terra da uomini resi più saggi dal dolore. Fissata con sapienza alla terra,  nei piloni delle sue stanze, nelle fondamenta.</p>
<p style="text-align: left;">Il gatto magro ma vivo, a guardia della casa. Ricostruiremo le case della nostra città. Riempiremo le strade e le finestre, apriremo saracinesche e vetrine. Torneremo, come dopo una lunga transumanza. Siamo abituati alle lunghe attese e a vivere sobriamente.  Voglio dedicare questi pensieri a  tutti quelli che in questo momento soffrono, spaesati, lontani, divisi. A tutti quelli che lottano perché la nostra città resti dov’è e come era.</p>
<p style="text-align: right;">Patrizia Tocci.</p>
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